RASSEGNA STAMPA SULLA C&C

 

 

  • Il MATTINO   del 13 Febbraio 2008

 

PERNUMIA. Torna a galla la questione della bonifica della "C&C", l’azienda che produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi.

«Una bomba ecologica davanti la porta di casa»

Il consigliere Paolo De Marchi: il trasporto del materiale in una discarica speciale costa una enormità. Solo la Regione può farlo.

 

Torna a galla con inutile ciclicità la questione della bonifica della C & C. di Pernumia. L'azienda produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi. L'intervento del Corpo Forestale dello Stato mise fine all'attività illecita. In via Casette restano ammassate 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il costo preventivato per il trasporto in una discarica speciale per il trattamento del materiale oscilla da 9 a 12 milioni di euro: una cifra enorme. Un onere che non può essere sostenuto dalle amministrazioni comunali e neanche dalla Provincia.Con il denaro della polizza fidejussoria della C & C la Provincia riuscirebbe a smaltire solo il materiale tossico nocivo ammassato all'esterno e provvedere alla successiva sistemazione dell'area. La situazione preoccupa il gruppo dei Verdi. A farsene interprete è il consigliere provinciale, Paolo De Marchi, che afferma: "Tempo se ne è perso molto. Solo la protesta dei cittadini, dei comitati e la cocciutaggine di alcuni consiglieri comunali e provinciali hanno portato la Provincia, in un primo momento non disponibile ad alcun intervento diretto, ad attivarsi per la caratterizzazione e bonifica dell'area. Però - continua - ricordo le bocciature del presidente Vittorio Casarin ai miei emendamenti volti a impegnare parte del bilancio provinciale per dare soluzione al problema ambientale creato dalla C & C. Gli impegni economici decisi dalla Provincia sono insufficienti. Ai confini dei comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare c'è una vera e propria "bomba ecologica" che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e l'eco sistema ambientale". La soluzione può venire solamente dalla Regione come sostiene l'esponente del Sole che ride: "Solo un intervento regionale può garantire la copertura dei costi per la bonifica" continua De Marchi che poi lancia una frecciata contro la giunta di palazzo Santo Stefano: "La Provincia, così solerte quando si tratta di chiedere finanziamenti per opere viarie - conclude - deve dimostrare altrettanta capacità di persuasione perché si finanzi una delle opere pubbliche più necessarie e urgenti della Bassa padovana: trasferire in discarica speciale i rifiuti pericolosissimi della C & C e bonificare l'area per dare sicurezza ai cittadini di questo territorio non è solo un impegno, un dovere ma prima ancora un obbligo".

 

 

 

  • Il GAZZETTINO   del 19 Novembre 2007

        IL GAZZETTINO 18/11/2007 Articolo C&C e Fabrizio Cappelletto

 

BATTAGLIA.L’azienda di Pernumia coinvolta nello scandalo dei fondi stradali tossici continua a fare paura. Ma Fabrizio Cappelletto si è già "riciclato"
Il titolare della C&C fa il mago nel Trevigiano
Secondo un giornale ambientalista svolge l'attività di ambientalista e sta per pubblicare un libro


La bomba ecologica della "C&C" di Pernumia fa ancora paura. Una soluzione sembra comunque vicina da quando i responsabili sono stati condannati a pagare le spese di bonifica e le istituzioni hanno avviato le analisi dell'area. Ma in questi giorni è in distribuzione il giornale dell'associazione "La Vespa" che contiene un'inchiesta proprio sulla questione C&C. Più precisamente si tratta di un'indagine sulla nuova occupazione di Fabrizio Cappelletto, responsabile dell'azienda di via Granzette, che opera ora nel campo medico. Nel giornale del gruppo ambientalista Cappelletto è raffigurato come un mago che fa sparire i rifiuti. «Il "re del riciclaggio" non ha perso tempo - si legge nell'articolo de La Vespa - Lo stesso giorno in cui è stato incarcerato si è dedicato alla pranoterapia scrivendo addirittura un libro». L'attività è visibile su www.radio-estesia.it, dove sono indicati gli orari di ricevimento di Cappelletto nello studio a Carbonera di Treviso. Inoltre sono presenti molti casi risolti di varie malattie. Massimo 35 anni lombo sciatalgia, Demetrio 55 anni tumore alla prostata e Silvia 25 anni tumore ad una gamba, sono solo alcune delle testimonianze di guarigione presenti nel sito. I trattamenti vanno dalla radioestesia che risana l'energia vitale del paziente, alla musico-terapia che sistema gli scompensi energetici. Il libro riguardante le cure è presente su www.flowersoflife.it a 18 euro. Ma sul sito si possono comprare anche altri prodotti come il "Life case" (un cofanetto che neutralizza tutte le influenze negative) a "soli" 480 euro. Proprio in questi giorni intanto, si è conclusa l'analisi della parte esterna della C&C e per fine anno dovrebbe partire la bonifica. Meglio tardi che mai, visto il ritardo consistente rispetto alle prime stime. «Tantissime persone residenti nei pressi dello stabilimento della C&C, da anni accusano problemi alle vie respiratorie e fastidiose alterazioni del ciclo mestruale - continuano i ragazzi de La Vespa nell'articolo - Ma di sicuro non sarebbero disposti a farsi curare dal pranoterapeuta Fabrizio Cappelletto».
Emanuele Masiero

 

 

  • Il MATTINO  del 14 Novembre 2007


PERNUMIA.
Piccoli passi in avanti nella tribolata questione legata alla «C&C», la ditta di via Granze tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Dopo mesi e mesi di attesa e di silenzio, sono finalmente terminati nei giorni scorsi gli esami e le analisi del materiale ammassato all’esterno dei capannoni. «I tecnici hanno completato gli ultimi prelievi – rivela il sindaco Giovanni Magarotto – Ora la parte esterna è totalmente mappata. La speranza è che la Provincia dia inizio al più presto all’opera di smaltimento dei rifiuti, per poi concentrarsi sulla bonifica del terreno e sulla messa in sicurezza dell’area. Contiamo di partire entro fine anno». Un ritardo comunque consistente rispetto alle previsioni fatte dallo stesso Vittorio Casarin subito dopo il sopralluogo effettuato lo scorso 15 giugno. Il presidente della Provincia aveva annunciato di voler far decollare i lavori entro settembre. «Ci sono state delle lungaggini per definire le caratteristiche della ditta che realizzerà l’intervento – puntualizza Magarotto – La stessa caratterizzazione dei fanghi interni ai capannoni si sta rivelando lunga e laboriosa. Sono comunque fiducioso: abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini e intendiamo rispettarlo. Ne va della salute e del futuro di tantissime persone».
Matteo Lunardi

 

 

 

 

  • Il GAZZETTINO  del 29 Agosto 2007

PERNUMIA Ieri i responsabili sono stati accompagnati dai tecnici della Provincia in un sopralluogo. È il primo passo verso il delicato intervento

Cinque ditte in corsa per la bonifica della C&C

Dopo i rifiuti tossici scoppia la grana dei furti di rame: due raid dei ladri negli ultimi giorni nonostante la recinzione

 

PERNUMIA. Erano le 10.30 di ieri quando è iniziata la visita dei delegati dell'amministrazione provinciale al sito della C&C di Pernumia. Questa volta non è stato un incendio a mobilitare i tecnici provinciali, ma un sopralluogo organizzato da tempo, insieme a cinque aziende che si contenderanno la possibilità di eseguire le operazioni di bonifica dell'area inquinata. Da qualche anno si attende l'inizio dei lavori. Questa visita (nella foto un momento del sopralluogo) è quantomeno un segnale positivo.

Ieri mattina, davanti ai cancelli della C&C, c'erano anche i ragazzi dell'associazione ambientalista La Vespa, sempre in prima linea da quando è sorto il problema dell'azienda di via Granze. A due mesi dalla visita del presidente della Provincia Vittorio Casarin, si è vicini ad un primo risultato. La bonifica della zona esterna dovrebbe costare 500-600 mila euro, mentre il grosso rimane lo smaltimento interno. Da subito, infatti, è stato posto il veto sulla possibilità di trasformare l'area in una discarica. Perciò il materiale dovrà essere trasportato in aree attrezzate allo smaltimento di questo tipo di rifiuti tossici.

«Si è trattato di un sopralluogo operativo spiega Roberto Marcato, assessore provinciale all'ambiente i tecnici hanno accompagnato le ditte che dovranno capire l'entità del lavoro di bonifica completa».

Rimangono i problemi legati alla sicurezza del sito. Nei giorni scorsi si sono verificati due raid da parte di gruppi interessati ai metalli presenti nei capannoni. Per questo l'area è stata nuovamente recintata e sono stati aggiunti dei cartelli per segnalare il sequestro penale della zona: La violazione del divieto è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. Ma le nuove inferriate non sembrano sufficienti a fermare i malintenzionati: basta fare qualche metro lungo il vicino canale di scolo per notare larghi buchi nella recinzione ormai vetusta. I passaggi sono addirittura raggiungibili attraversando un ponticello a cento metri dall'ingresso principale. Altre intrusioni non sono quindi escluse.

Emanuele Masiero

 

 

 

  • Il MATTINO del 31 Luglio 2007

PERNUMIA. «C&C» in completa balìa dei ladri. L’azienda di via Granze, tuttora posta sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi, ha subìto due tentativi di furto in poco più di una settimana. Incursioni notturne molto pericolose, specie alla luce delle migliaia di tonnellate di rifiuti ancora ammassate all’esterno e stoccate all’interno dei capannoni. «Qualcuno è entrato di notte per rubare delle lamiere di rame – rivela il sindaco Giovanni Magarotto – Anche dall’altra parte della strada la situazione è critica, ci sono spesso delle persone che si intrufolano in cimitero senza essere viste. Non è un bel segnale, basterebbe una piccola scintilla o un mozzicone di sigaretta per causare un disastro ambientale di enormi proporzioni». Esattamente come successo lo scorso 29 maggio, quando un principio di incendio aveva fatto temere il peggio, costringendo i Vigili del Fuoco ad intervenire in gran fretta con bombole di ossigeno e tute integrali anti-contaminazione. Per far fronte alla situazione di pericolo il Comune ha così deciso di stringere i tempi completando a tempo di record il consolidamento delle recinzioni che circondano la «C&C». Il tutto in attesa della partenza del piano di bonifica. «La Provincia ci ha proposto nei giorni scorsi un atto di intesa per le procedure di caratterizzazione e di bonifica del sito – spiega Magarotto – E’ una sorta di convenzione che serve a stabilire chi si assumerà l’incarico di fare determinati interventi e chi si occuperà di altro. In settimana incontrerò i sindaci di Battaglia Terme e Due Carrare per trovare un’intesa. L’obiettivo è chiudere l’accordo entro Ferragosto per far partire i lavori subito dopo».
Matteo Lunardi

 

 

  • Il GAZZETTINO di Padova del 26 Giugno 2007

La Provincia investe oltre 5 milioni di euro in viabilità, scuola e impianti sportivi
Un avanzo di amministrazione di 5,3 milioni di euro. È questo il saldo positivo con cui si è chiuso il rendiconto della gestione d'esercizio per il 2006 della Provincia di Padova. 202 milioni di euro sono state le entrate totali, a fronte di 199 milioni di spese. Rispetto al 2005 sono sensibilmente calati i trasferimenti provenienti dallo Stato e dalla Regione: 36 milioni di euro nel 2005; 29 invece lo scorso anno. «Questo dato - commenta il presidente della Provincia, Vittorio Casarin - ha contribuito in maniera importante alla diminuzione delle entrate totali, passate dai 220 milioni di euro del 2005 agli attuali 202. Ma quello che preoccupa maggiormente è il fatto che per l'anno in corso, se le cose non dovessero migliorare, con il governo che ci ritroviamo, alla fine non potremmo che piangere lacrime amare».

«Fra qualche giorno - precisa Casarin - faremo la verifica di fine giugno e quasi certamente, a conti fatti, sospenderemo alcune spese "accessorie", soprattutto quelle riferite alle attività culturali, almeno sino ad ottobre per vedere come si evolveranno le cose. Il dato comunque certo è che le premesse non sembrano rosee come quelle del 2006». Anno che infatti ha portato la chiusura del rendiconto con un attivo di 5,3 milioni di euro, che la Provincia ha già le idee chiare su come devono essere investiti. «Al netto - spiega il presidente Casarin - la somma effettiva su cui potremo contare sarà di 4,6 milioni di euro. La fetta più grande, ovvero 1,1 milioni di euro, servirà per finanziare la viabilità e quindi la circonvallazione sud di Cittadella; 650 mila euro invece saranno impiegati nell'edilizia scolastica, mentre 270 mila euro andranno per migliorare l'impiantistica sportiva. Un altro milione di euro poi andrà all'urbanistica per la realizzazione dell'intermodale che può vantare anche il contributo di un ulteriore milione di euro da parte del Comune di Padova. Infine restano 185 mila euro per far partire la costruzione dell'anello ciclabile dei Colli e 200 mila euro per la caratterizzazione del materiale C&C stoccato a Pernumia ».

Un ente insomma che nonostante il "dimagrimento" dei trasferimenti ricevuti è riuscito a mantenere una buona capacità di investimento. «E questo è un dato - riprende il presidente della Provincia - molto significativo e importante, perché rispetto al 2005 la perdita di bilancio è del 18 per cento. Oltre agli investimenti poi un dato positivo è anche quello riguardante il personale: nonostante rispetto al precedente rendiconto di esercizio ci siano 17 persone in meno (450 nel 2005, 433 nel 2006), le spese di questo capitolo sono aumentate di un milione di euro perchè sono stati adeguati gli stipendi. Un altro fattore eloquente della nostra gestione riguarda le entrate tributarie che sono salite del 5,7 per cento rispetto all'anno precedente passando così da 71 a 75 milioni di euro». Sempre rimanendo alla voce "investimenti", ma in questo caso a quelli totali, non limitandosi solo all'avanzo di esercizio, la cifra messa a rendiconto per il 2006 è stata di oltre 78 milioni di euro. Tra i più rilevanti quelli per l'edilizia scolastica: 41,6 milioni; la viabilità: 19,4; la manutenzione e il restauro di edifici della Provincia: 7,2; progettazioni e perizie varie: 3,9; finanziamenti e trasferimenti: 2,7; acquisto di attrezzature e beni mobili 525 mila euro.
Matteo Bernardini

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO  del 16 Giugno 2007 - PERNUMIA


PERNUMIA Sopralluogo dei rappresentanti di Provincia, Regione, Arpav e i tre Comuni interessati. Gli ambientalisti: «Speriamo bene»
C&C, tra un paio di mesi partirà la bonifica
I lavori all’esterno costeranno circa 600 mila euro, per l’interno si parla di 10 milioni: serve l’aiuto dello Stato

Pernumia.La tanto attesa bonifica della C&C non è più un miraggio. Tra due mesi partiranno i lavori per la zona esterna, parola del presidente della Provincia Vittorio Casarin. Ieri mattina Comune, Provincia, Regione e Arpav hanno eseguito un sopralluogo nella famosa area altamente inquinata da migliaia di tonnellate di fanghi nocivi. Sono stati accolti da odori molesti e da uno striscione: La fabbrica dei veleni. Insieme a Casarin erano presenti Roberto Marcato assessore provinciale all'Ambiente, Massimo Ingrosso rappresentante della Regione e le amministrazioni comunali di Pernumia , Battaglia Terme e Due Carrare. Il presidente ha fatto sapere che nel giro di 10 giorni saranno disponibili i risultati delle analisi dell'Arpav, riguardanti il materiale esterno. Intanto sarà siglato un protocollo d'intesa tra i tre comuni interessati e la Provincia. In un paio di mesi si potrà partire con la bonifica esterna che costerà 500-600 mila euro, distribuiti tra Comuni (una piccola parte), Provincia e Regione. Per i materiali interni invece, serve un piano di caratterizzazione per capire che tipo di ditta dovrà eseguire i lavori e in quale discarica andranno portati i fanghi. La bonifica dovrebbe iniziare non prima di fine anno. Nel frattempo i Comuni sistemeranno le fratture che si sono formate nei capannoni e garantiranno la sicurezza dell'area. Secondo gli esperti, l'incendio dei giorni scorsi potrebbe essere di origine dolosa. Per questo sarà essenziale vietare l'ingresso a chiunque. «La quantità di materiale stoccato è enorme ha spiegato Casarin Comune e Provincia non possono accollarsi il costo da soli. Stiamo lavorando intensamente e questa riunione operativa ne è la prova. Anche da parte della Regione c'è la disponibilità di fare squadra in questa partita difficile. Ovviamente interesseremo il Ministero perché le prime stime sull'impegno finanziario per la bonifica interna superano i 10 milioni di euro». Davanti ai cancelli della C&C era presente anche una rappresentanza di cittadini. «Mi dispiace che non avessero mascherine per tutti commenta con ironia Massimo Rizzo dell'associazione ambientalista La Vespa siamo contenti che le istituzioni provinciali si siano mosse. Speriamo sia l'inizio di una posizione seria».
Emanuele Masiero

 

 

 

 

  • IL MATTINO  del 16 Giugno 2007 - PERNUMIA


PERNUMIA.
«Quello della C&C è un problema serio che intendiamo risolvere al più presto. La quantità di materiale ammassato all’esterno e stoccato all’interno è tale da rendere impossibile un piano di bonifica dei soli enti locali. Per questo è determinante fare squadra e riunire tutte le realtà coinvolte». Il presidente della Provincia, Vittorio Casarin, esprime così la sua opinione sul «caso C&C» dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina nell’azienda di via Granze. Una visita di una quarantina di minuti cui hanno partecipato anche l’assessore provinciale all’ambiente Roberto Marcato, il sindaco di Battaglia Terme Velia Bevilacqua con l’assessore all’ambiente Placido Bertin, il vicesindaco di Due Carrare Claudio Garbo, l’assessore all’ambiente di Pernumia Lucio Fortin e il vicesindaco Silvano Berto. Presenti pure il Corpo Forestale, alcuni tecnici dell’Arpav e un rappresentante della Regione, l’ingegnere Massimo Ingrosso. Prima un lungo giro all’esterno, poi un breve blitz dentro ai capannoni con tanto di mascherine protettive, infine la dettagliata relazione nella sede municipale di Pernumia. «Il primo obiettivo è mettere in sicurezza l’area esterna – puntualizza Casarin – Porteremo via i rifiuti e bonificheremo il terreno. L’Arpav ci sta aiutando con l’analisi e la caratterizzazione del materiale. I dati arriveranno tra una decina di giorni». Il numero uno provinciale svela poi i tempi degli interventi. «Ricevute le analisi, ci siamo dati due settimane di tempo per preparare un protocollo d’intesa che verrà sottoscritto dai tre Comuni coinvolti, dalla Provincia e dalla Regione. Poi inizieremo subito a portare via i fanghi. Noi ci siamo presi carico della caratterizzazione e dello smaltimento dei rifiuti esterni». Il costo per la bonifica della sola area esterna oscilla tra i 500 e i 600 mila euro. Ben oltre il milione la somma necessaria per gli spazi interni, per i quali ci si rivolgerà anche al Ministero dell’Ambiente. «Entro fine luglio selezioneremo la ditta che farà la caratterizzazione interna – conclude Casarin – Contiamo di far partire i lavori entro settembre. I Comuni si occuperanno della messa in sicurezza dei capannoni, rinforzando i muri di tamponamento e le pareti perimetrali e riparando le falle che si sono aperte sulle lamiere e sul soffitto».
Matteo Lunardi

 

 

 

  • IL MATTINO  del 15 Giugno 2007 - PERNUMIA


PERNUMIA.
Tutti uniti per disinnescare la «bomba C&C». Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta del sindaco Giovanni Magarotto di tentare tutte le strade possibili per sollecitare Provincia e Regione ad appoggiare il Comune nella bonifica del sito di via Granze. «La sola caratterizzazione e messa in sicurezza dei rifiuti esterni costerebbe 800 mila euro – precisa il primo cittadino di Pernumia – E’ impensabile agire da soli, abbiamo bisogno di aiuto. Ho già avuto un colloquio con il presidente Casarin che mi ha dato la sua disponibilità a venirci incontro e sensibilizzare la Regione. La Provincia si è impegnata a fare la caratterizzazione dei rifiuti interni, l’Arpav si è proposto per quelli esterni. Non possiamo perdere altro tempo». Sulle modalità dell’intervento, Magarotto ha le idee chiare. «Ci siamo opposti all’ipotesi di fare una discarica all’interno della “C&C”. Per una vera caratterizzazione servirebbero dei carotaggi per ogni metro quadrato, un’operazione da diversi milioni di euro. Non possiamo nemmeno trasportare i rifiuti esterni all’interno del capannone, altrimenti il Comune figurerebbe come co-inquinatore. La soluzione è una sola: portare via tutto». Parere favorevole anche dai banchi dell’opposizione. «Bisogna scendere in piazza e alzare la voce – tuona Silvio Francescon, capogruppo di “Pernumia delle Libertà” – E’ un disastro ambientale che in pochi metri tocca 2500 persone». «Dobbiamo convocare un consiglio comunale straordinario aperto a cittadini, Arpav, Provincia e Regione – suggerisce Paolo Merlo, consigliere di “Con la gente per Pernumia” – Servono provvedimenti efficaci ed immediati».
Matteo Lunardi

 

 

 

 

  • IL MATTINO  del 15 Giugno 2007 - PERNUMIA


PERNUMIA.
«Il principio di incendio dei giorni scorsi è un segnale allarmante. Lo sversamento di rifiuti nel fosso consortile è continuato, l’inquinamento delle falde e del suolo si è aggravato. Il tempo è scaduto: la Regione si occupi della bonifica senza altri indugi. Anche interessando il Ministero, se necessario». Il consigliere regionale dei Verdi, Gianfranco Bettin, non usa giri di parole per tornare sul «caso C&C». E lo fa con un’interrogazione urgente per esortare la giunta regionale ad intervenire. «A distanza di due anni non c’è stato alcun intervento concreto delle autorità amministrative – attacca Bettin – Il rischio ambientale e sanitario è alto non solo per chi abita attorno alla C&C, ma per interi quartieri di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare. La presenza di tonnellate di rifiuti nei capannoni rappresenta al momento il rischio più elevato e non ci si può limitare ad una semplice messa in sicurezza. Bisogna procedere ad un piano di caratterizzazione, stoccare i rifiuti in siti idonei e iniziare la bonifica dell’intera area. Il Comune di Pernumia non può sostenere da solo costi così alti: Provincia e Regione devono intervenire».
Matteo Lunardi

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO  del 09 Giugno 2007 - PERNUMIA

 

        PERNUMIA. LUNEDÌ IN CONSIGLIO PROVINCIALE E STASERA C’È "STRISCIA LA NOTIZIA"
       <<Inquinamento C&C, la protesta dei ragazzi>>

Il problema della C&C è all'ordine del giorno nel consiglio comunale di Battaglia e in quello provinciale a palazzo Santo Stefano. In entrambi i casi, lunedì, si parlerà proprio della bonifica della ditta di via Granze. Nell'area, sono stoccate migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, tanto da destare l'attenzione di Striscia la Notizia, giunta in paese mercoledì mattina. Il servizio, a cura di Moreno Morello, andrà in onda sabato sera.

Durante il consiglio provinciale, saranno presenti anche i ragazzi dell'associazione ambientalista La Vespa, che si sta battendo da anni per tenere alta l'attenzione sul problema. Per questo all'inizio del consiglio, distribuiranno foto dei fanghi tossici stoccati, per sensibilizzare ancor di più le istituzioni. Il principio di incendio che si è verificato, pochi giorni fa, all'interno dei capannoni ha fatto scattare un campanello d'allarme. Grazie ai residenti si è scoperto che spesso la gente entra abusivamente nella zona della C&C. Soprattutto le donne che raccolgono erbette spontanee e bambini che entrano per giocare. I cartelli plasticati vietano l'ingresso nell'area della ditta, ma nelle ore notturne i capannoni diventano rifugio per chi cerca un riparo. Le intrusioni da parte di ignoti, sono state confermate anche durante l'ultimo sopralluogo di istituzioni, Arpav e vigili del fuoco. «Ci serve un aiuto dalla Regione e dal Governo ha commentato Giovanni Magarotto, sindaco di Pernumia è evidente che il nostro comune non può operare da solo. Il materiale stoccato deve essere portato altrove. La possibilità di creare una discarica sul sito ci trova in totale disaccordo anche se probabilmente sarebbe meno dispendiosa. Ormai è giunta l'ora del fare».

 

 

  • IL GAZZETTINO  del 08 Giugno 2007 - PERNUMIA

 

PERNUMIA - «Ci serve un aiuto dalla Regione e dallo Stato». E' questo l'appello lanciato dal sindaco Giovanni Magarotto durante il consiglio comunale dell'altra sera. Al settimo punto all'ordine del giorno si discuteva infatti della famosa C&C e dei rifiuti tossici stoccati nell'area della ditta di via Granze. Pochi giorni fa si è sviluppato un principio di incendio all'interno dei capannoni che contengono i rifiuti. Un altro campanello d'allarme che potrebbe portare ad una tragedia annunciata. Per questo mercoledì mattina è arrivata sul posto anche Striscia la Notizia con l'inviato Moreno Morello. «E' giunta l'ora del fare ha esordito il primo cittadino per procedere con la bonifica serve un cospicuo finanziamento e per questo saranno interessati Regione e Ministero. Si tratta di investire milioni di euro per avere un risultato completo. Noi non vogliamo che vengano create discariche nel sito della C&C. Per questo ci batteremo per una bonifica completa dell'area». Una proposta di mobilitazione arriva invece dal consigliere di opposizione Silvio Francescon: «Ormai è passato anche il tempo dei picchetti, conosco bene la situazione perché i miei parenti abitano li vicino. Apprezzo la sincerità del sindaco, ma in quella zona sono coinvolte circa 2500 persone. Qui bisogna andare direttamente in Regione e pretendere un intervento. Perciò chiedo ai cittadini di mobilitarsi insieme a me». L'arrivo di Striscia la Notizia sembra aver dato dei primi risultati. Morello avrebbe segnato il famoso nodo al fazzoletto da parte della Provincia che si impegnerebbe a far partire i lavori entro 2 mesi. «Avevamo sollecitato l'intervento di Striscia commenta Massimo Rizzo dell'associazione ambientalista La Vespa Morello ha intervistato i residenti della zona, tra cui ci sono molti giovani. I residenti vivono in una situazione di costante pericolo».

 

 

 

  • IL GAZZETTINO  del 06 Giugno 2007 - PERNUMIA

 

         PERNUMIA Lo chiedono i Verdi Bettin e De Marchi dopo l’incendio. «Il Comune da solo non può farcela»

           «Bonifica della C&C, si muova la Regione»

 

(E.M.) Domato l'incendio vero e proprio alla C&C di Pernumia, rimane acceso quello politico. A pochi giorni dal rischio di una catastrofe ambientale i Verdi chiedono un interessamento immediato della Regione. Lo fanno con una mozione del consigliere provinciale Paolo De Marchi e un'interrogazione del consigliere regionale Gianfranco Bettin. Il 15 giugno intanto, si attende il sopralluogo del presidente della Provincia.

«Abbiamo assistito - spiega Bettin - a un rimpallo di responsabilità tra il Comune di Pernumia, impossibilitato a sostenere l'onere di questo intervento, e la Provincia, che non ha mai assunto la direzione delle operazioni necessarie. La Regione non ha ritenuto di intervenire». Bettin evidenzia come il pericolo non sia circoscritto alle case limitrofe.«Il rischio ambientale è alto - continua - non solo per le abitazioni attorno alla ditta, ma per interi quartieri di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare. È altrettanto evidente che la presenza delle tonnellate di rifiuti nei capannoni rappresenta il rischio più alto. Non ci si può più limitare ad operazioni di semplice messa in sicurezza. Si deve procedere a un piano di caratterizzazione, si devono stoccare in siti idonei i rifiuti presenti e iniziare la bonifica dell'intera area. Questo comporta costi elevati che non possono essere sostenuti solo dal Comune di Pernumia. Per questo è importante che la giunta regionale assuma la direzione delle operazioni di bonifica della C&C, anche interessando il ministero, senza ulteriori indugi. In questo senso ho presentato una interrogazione urgente».

 

 

  • IL MATTINO  del 01 Giugno 2007 - PERNUMIA

 

PERNUMIA. «La Provincia ci ha garantito il suo sostegno per la bonifica del sito. Per la messa in sicurezza dell’area esterna si è deciso di trasportare i rifiuti da un’altra parte, in un sito adeguato. I tempi dell’intervento saranno brevi: entro metà giugno i lavori dovrebbero essere completati. Abbiamo già fissato per venerdì 15 un nuovo sopralluogo con il presidente Casarin». Il sindaco di Pernumia Giovanni Magarotto si dice fiducioso sugli ultimi sviluppi della questione legata alla «C&C», la ditta sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con rifiuti tossico-nocivi. L’ultima conferenza dei servizi ha finalmente aperto uno spiraglio sull’inizio del piano di bonifica: un intervento che dovrebbe partire a giorni ma che ancora non convince il consigliere provinciale Paolo De Marchi. «Già nel dicembre del 2005 era stata messa a nudo l’inadeguatezza del piano di caratterizzazione dell’area proposto dalla ditta Cedro – tuona l’esponente dei Verdi – Ma solo lo scorso febbraio la Commissione Tecnica Provinciale Ambiente ha provveduto ad indicare precise prescrizioni per la sua approvazione. Ora siamo al punto di partenza: capannoni intasati, piazzale inquinato, rifiuti tossico-nocivi ammassati all’aperto e sversati nel fosso consortile. Perché non è stata coinvolta la Regione? Un ritardo che fa dubitare della bontà delle intenzioni manifestate nell’ultima conferenza». Al sit-in di protesta organizzato sabato davanti ai cancelli della «C&C», a rappresentare la politica di Pernumia c’era il solo consigliere di minoranza Luciano Simonetto. «Dobbiamo unirci con Battaglia per creare un fronte comune – attacca il capogruppo di “Partecipare e Condividere” – Solo così faremo sentire la nostra voce ai piani alti».

 

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 01 Giugno 2007 - PADOVA

De Marchi (Verdi): «Il caso C&C ha responsabilità a diversi livelli»

 

Pernumia. (E.M.) «Le responsabilità sulla C&C partono da lontano». Ad affermarlo è il "verde" Paolo De Marchi. Il caso dell'azienda di Pernumia, ridotta ad un contenitore di rifiuti tossici, è tornato alla ribalta. La tragedia sfiorata l'altro giorno, con un principio di incendio all'interno dei capannoni della C&C, ha scosso cittadini e politici.

«La C&C entra in esercizio nel luglio 2004 e dopo soli tre mesi la Provincia emette una diffida spiega De Marchi Alla fine le diffide saranno tre sino al sequestro del febbraio 2005. Nei due anni di attività, l'Arpav ha accertato continue violazioni normative, ma la ditta ha ottenuto una serie di proroghe. Possibile che la Provincia non avesse capito l'inaffidabilità di questa azienda al punto da imporre uno stop? Il Comune di Pernumia ha approvato nel marzo scorso il piano di caratterizzazione proposto dalla ditta con le prescrizioni e le indicazioni critiche della Provincia continua De Marchi - Passati i 60 giorni previsti senza la presentazione del programma di smaltimento da parte dell'azienda, siamo al punto di partenza. Perché non si è provveduto a coinvolgere la Regione? Questo ritardo diventa una colpa che fa dubitare della bontà delle intenzioni dell'ultima conferenza dei servizi».

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 31 Maggio 2007 - PERNUMIA

         Prima gli odori terribili, ...

Pernumia. Prima gli odori terribili, ora anche il principio d'incendio. Quello della C&C sta diventando un problema sempre più serio e pericoloso. L'altro ieri solo l'intervento dei vigili del fuoco e della guardia forestale ha scongiurato un disastro ambientale e sanitario. Per tutta la notte i pompieri hanno monitorato i fanghi tossici stoccati all'interno dei capannoni dell'azienda di via Granze. I cittadini temono per la loro salute. Serve un intervento risolutivo che metta la parola fine una volta per tutte, ad un'area altamente inquinata.

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 31 Maggio 2007 - PADOVA

        PERNUMIA Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno monitorato i fanghi tossici stoccati all’interno dei capannoni dell’azienda

        di via Granze
       Domato l'incendio sulla C&C piovono le polemiche
           I Verdi: serve una bonifica seria. I Ds: infiltrazioni delle ecomafie. La Provincia: saranno reperiti i fondi necessari

     

 

Il giorno dopo al principio d'incendio della C&C i consiglieri provinciali insorgono, chiedendo un intervento veramente risolutivo.

I VERDI. «I rifiuti accumulati vanno classificati per tipologia per poterli stoccare in luoghi idonei spiega Paolo De Marchi, consigliere provinciale dei Verdi - la condizione del suolo e della falda va analizzata per capire la profondità dell'inquinamento. Inoltre vanno rimossi capannone e piazzale. Per una vera bonifica ci vogliono investimenti economici e una direzione che deve vedere Provincia e Regione protagoniste dirette. Operazioni parziali, delegate al Comune, come quelle a cui sembra orientarsi la conferenza dei servizi, non servono a risanare l'area, ma solo a gettare fumo negli occhi. È urgente un dibattito in consiglio provinciale».I DS. «Per gli enti pubblici è il momento di passare dalle parole ai fatti dichiarano Fabio Rocco, segretario provinciale dei Ds e Helene Zago, consigliere provinciale Ds - ci aspettiamo un intervento immediato dell'amministrazione provinciale, perché la salute dei cittadini di quella zona rischia di essere pesantemente danneggiata dai reflui dovuti alla pioggia. Il controllo sullo smaltimento di rifiuti tossici nel territorio è stato a lungo sottovalutato dal centrodestra, con il rischio concreto di infiltrazioni delle ecomafie e di una crescita esponenziale dell'utilizzo di materiali nocivi per le opere pubbliche».

LA PROVINCIA. «La situazione ad oggi, può dirsi sotto controllo, come hanno confermato i Vigili del Fuoco dopo che i rifiuti sono stati monitorati per l'intera nottata commenta l'assessore provinciale all'ambiente Roberto Marcato, in seguito ad una riunione tenutasi ieri con i comuni di Battaglia, Pernumia, l'Arpav e il rappresentante dei Vigili del Fuoco - L'Arpav ha effettuato prelievi di campione del cumulo oggetto della combustione e tra breve, si potrà risalire alle cause della combustione, non escludendo motivazioni esterne. Il Comune di Pernumia provvederà alla chiusura di tutti i varchi esterni della recinzione e di accesso ai capannoni, mediante muratura o blocco dei portoni d'accesso. Il Comune contatterà inoltre il Giudice competente per chiarire compiti e responsabilità della vigilanza attualmente affidata al Corpo Forestale dello Stato. Anche i Carabinieri del posto saranno attivati per controlli sistematici. La Provincia provvederà allo smaltimento immediato delle acque utilizzate per il raffreddamento dei materiali. Inoltre realizzerà il piano di caratterizzazione di tutto il materiale contenuto nei capannoni. I costi prevedibili ammonteranno a parecchi milioni di euro, ma in ogni caso la Provincia farà la sua parte. Alla prossima riunione del 15 giugno parteciperanno anche la Regione ed il Ministero dell'Ambiente. L'obiettivo sarà richiamare l'attenzione degli organi regionali e nazionali, anche per il reperimento dei fondi necessari, fatto salvo il diritto di rivalersi, su tutti i privati coinvolti nella vicenda».

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 30 Maggio 2007 - PADOVA

           PERNUMIA I tecnici della Provincia durante un sopralluogo per la bonifica hanno scoperto il fumo.

         Due ipotesi sulla causa:reazione chimica o un mozzicone di sigaretta
        A fuoco i fanghi tossici della C&C, paura tra i residenti
    
Miazzi: «L’episodio conferma tutta la gravità della situazione». Vettore: «Vivo e lavoro qui a fianco, sono

                           terrorizzato dagli odori»

 

Pernumia. (E.M.) La C&C torna a far paura. Questa volta si è rischiato un incendio disastroso, a soli tre giorni dal sit-in di protesta davanti ai cancelli dall'azienda di Pernumia.Ieri mattina c'è stata una visita di controllo dei tecnici della Provincia insieme all'Arpav e agli amministratori dei Comuni di Battaglia e Pernumia. Durante l'ispezione hanno scoperto qualcosa di anomalo. Dagli ammassi di terra fuoriusciva del fumo. Un principio di incendio che ha fatto scattare l'allarme. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco di Este e Padova, insieme ai tecnici dell'Arpav e agli uomini della Guardia forestale. L'area è stata circoscritta e sul posto sono arrivati camion pieni di sabbia e autobotti.

Il pericolo era dato dalle tonnellate di fanghi tossici depositate all'interno dei capannoni. Per questo si è dovuto procedere con estrema cautela, senza sollevare le polveri nocive. Il lavoro è diventato lento e ha richiesto parecchie ore: i vigili hanno utilizzato un'escavatore per muovere i fanghi che apparentemente si avvicinavano a temperature troppo elevate. Due le ipotesi ancora al vaglio: si potrebbe trattare di autocombustione per reazione chimica, o un incidente causato da mozziconi di sigaretta. Capita spesso, durante la notte, che gruppi di ragazzi entrino nell'area della C&C per trovare un luogo appartato. Anche per questo motivo sono stati affissi nuovi cartelli che segnalano la pericolosità del sito.Grande è stata la paura dei residenti della zona, che per ore sono rimasti increduli di fronte ai cancelli dell'azienda. Anche i sindaci e gli assessori all'ambiente di Battaglia e Pernumia sono rimasti sul posto per assicurarsi che non ci fosse pericolo di fuoriuscita dei gas. «Vivo e lavoro qui a fianco spiega Mario Vettore sono terrorizzato dagli odori che sento anche lavorando. Speriamo che la situazione migliori». Tra le persone accorse a chiedere spiegazioni c'erano anche i rappresentanti dei comitati ambientalisti La Vespa di Battaglia e Lasciateci Respirare di Monselice. «L'allarmante episodio di oggi conferma tutta la gravità della situazione e l'urgenza dell'azione di bonifica ha commentato Francesco Miazzi del comitato monselicense - Se ciò non avverrà in tempi celeri, i comitati, le associazioni ambientaliste ed i cittadini riprenderanno una forte mobilitazione in ogni sede responsabile di questa presenza inquinante».

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 27 Maggio 2007 - PADOVA

      Davanti ai cancelli ...

Pernumia. Davanti ai cancelli ci sono ancora i sigilli blu della magistratura. Avvicinandosi a pochi metri dalle imponenti inferriate, un'odore nauseabondo, quasi metallico, assale impietoso. L'istinto naturale è di proteggere la bocca con le mani, facendo subito qualche passo indietro nella speranza di fuggire dal gas. Ma voltando le spalle alla C&C di Pernumia , il primo pensiero va immediato alle famiglie che disgraziatamente vivono al confine con i 70 mila metri cubi di rifiuti tossici della ditta di via Granze. Per questo ieri mattina, tutti hanno partecipato al sit-in di protesta organizzato dalle associazioni ambientaliste, per chiedere una bonifica definitiva.

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 27 Maggio 2007 - PADOVA

        LE TESTIMONIANZE DEI RESIDENTI
        
«L'aria è irrespirabile. Perfino i gatti si sono ammalati»


Pernumia.(E.M.) Ormai non ne possono più delle promesse senza un seguito concreto. Tutti chiedono un intervento definitivo. «Io vivo e lavoro a pochi metri dalla C&C spiega Mario Vettore dal 2001 attendo una risposta a questo problema. Ogni settimana capitano dei giorni in cui l'aria è irrespirabile e con il caldo dell'ultimo periodo la situazione è addirittura peggiorata. Quando entravano i camion nell'azienda era tremendo perché lasciavano nell'aria delle polveri irrespirabili. Insieme agli altri residenti sono andato in Provincia, ma ho sentito solo tante promesse». Per Gilberto Calarga, fiorista dell'antistante cimitero, la situazione è addirittura peggiore. «Si sentono spesso strani odori racconta Calarga io lavoro da 17 anni a dieci metri dai cancelli della C&C e ora temo veramente per la mia salute. Già le piante qui intorno stanno risentendo dei rifiuti tossici. Anche i gatti della zona, che spesso entrano nei capannoni, sembrano malati e faticano a muoversi normalmente. Spero venga fatto qualcosa di concreto». Preoccupazione giunge anche dal comitato Lasciateci Respirare per voce di Francesco Miazzi. «La nostra denuncia che mi era valsa una querela, era evidentemente mirata alle persone giuste commenta Miazzi cos'ha fatto in questo periodo la Provincia? Ha allertato la Regione come richiesto da tutto il consiglio? Siamo ricaduti nell'inferno iniziale con tutti i rifiuti ancora nell'area ed un rischio gravissimo per gli abitanti della zona». Sulla stessa linea anche l'associazione La Vespa. «Il tema ambientale e quello della salute dei cittadini si uniscono dicono Massimo Rizzo e Ermanno Zodio, rappresentanti del gruppo gli enti che dovrebbero intervenire sono in estremo ritardo. Anche il Comune di Battaglia deve dimostrarsi più incisivo».

 

 

 

 

  • IL MATTINO  del 27 Maggio 2007 - PERNUMIA

 

PERNUMIA. «Sono passati due anni e non è ancora stato fatto nulla. Dopo il sopralluogo della commissione tecnica, il consiglio provinciale aveva approvato all’unanimità nel marzo del 2006 una mozione per avviare il piano di bonifica. Quattordici mesi dopo siamo esattamente al punto di partenza». Il consigliere provinciale dei Verdi, Paolo De Marchi, apre così il sit-in di protesta organizzato davanti ai cancelli della «C&C». Una manifestazione che ha riunito ieri mattina una trentina di persone. Comitati, associazioni, residenti: realtà che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la ditta ai confini tra Pernumia e Battaglia, ancora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. «Solleciterò nuovamente il coinvolgimento della Regione con una mozione – prosegue De Marchi – Resto scettico sull’ultima conferenza dei servizi. Non è possibile portare via del materiale che nemmeno si conosce. Servono nuove analisi, dati più approfonditi. E trovare un sito dove trasportare i rifiuti non è semplice». «Spesso da questa zona arrivano odori strani – confessa Mario Vettore, che abita a pochi metri dalla C&C – Quando la ditta era aperta, i camion trasportavano all’esterno parecchio materiale e le polveri si depositavano sulla strada. Nei giorni di pioggia non si riusciva a respirare». «L’aria è acre e le esalazioni ti chiudono lo stomaco – aggiunge Gilberto Calarga, che dal 1990 lavora come fioraio nel cimitero antistante la ditta – Molti fiori appassiscono, persino i gatti sembrano intontiti quando si muovono». «Si parla sempre e solo della messa in sicurezza dell’area esterna – chiosa Massimo Rizzo, portavoce dell’associazione “La Vespa” di Battaglia – quando i capannoni sono fatiscenti e stracolmi di rifiuti. E’ ora che qualcuno intervenga». «I rilevamenti Arpav hanno dimostrato che anche il piazzale è inquinato – conclude Francesco Miazzi, consigliere comunale dei Verdi di Monselice e presidente del comitato “Lasciateci Respirare” – Ci sono notevoli quantità di idrocarburi e metalli pesanti, e il rischio di contaminazione della falda è molto serio. Finiamola con questo scaricabarile tra le istituzioni: Provincia e Regione si assumano la responsabilità di avviare la bonifica una volta per tutte».

 

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 27 Maggio 2007 - PADOVA

             PERNUMIA Sit-in di protesta organizzato dall’associazione "La Vespa" e dal comitato "

          Lasciateci  respirare" davanti all’azienda sotto sequestro
          Sui veleni della C&C il balletto delle competenze
           «Costerà 10 milioni di euro bonificare l’area di via Granze dalle tonnellate di rifiuti tossico

           nocivi stoccati nei capannoni»

Ormai da anni si attende la bonifica dell'area della ditta di Pernumia, che non significa solo lo smaltimento dei rifiuti all'interno dei capannoni, ma anche lo smantellamento dei piazzali esterni (pieni di idrocarburi e metalli pesanti che finiscono nel vicino scolo) e di tutto l'eternit adagiato sulle strutture della C&C, ormai fatiscenti.Ieri mattina l'associazione La Vespa di Battaglia Terme e il comitato Lasciateci Respirare di Monselice hanno dato vita ad un sit-in di protesta, per chiedere una volta per tutte, la bonifica della zona. Il costo stimato si aggira intorno ai 10 milioni di euro a cui si aggiungono 100 mila euro per le dovute analisi. Una cifra non del tutto irrisoria che sembra, sarà recuperata tra Provincia e Regione. Durante la conferenza dei servizi che si è tenuta l'altro giorno a Pernumia, è uscito l'impegno per partire già dai prossimi giorni con la bonifica, interessando anche il Ministero dell'Ambiente. Ma ormai lo sconforto regna sovrano e quasi nessuno ci crede. Intanto, Paolo De Marchi, consigliere provinciale dei Verdi, ha presentato una mozione per chiedere l'intervento, insieme alla Regione, in tempi strettissimi. «Dopo anni di attesa siamo ancora al punto di partenza commenta De Marchi il termine per la presentazione del programma di smantellamento dei rifiuti è scaduto il 19 maggio scorso e quindi ci troviamo con migliaia di tonnellate di sostanze nocive. Ora riprenderà il balletto tra Comune e Provincia sulle competenze, in assenza di alcun interessamento da parte della Regione. Qualcuno ipotizza lo spostamento dei rifiuti esterni nei capannoni già più che saturi. Della natura di questi rifiuti ancora non si sa nulla e già si parla di portarli in discarica o di trasformare proprio la C&C in deposito. È evidente che siamo ormai all'assurdo e Provincia e Regione attendono chissà quale soluzione dal Comune di Pernumia ». Presenti alla manifestazione c'erano anche i consiglieri di opposizione di Battaglia e Pernumia, ma un solo amministratore della zona, Placido Bertin, assessore all'ambiente di Battaglia. Decisamente troppo poco per un problema così grande

 

 

 

  • IL MATTINO del 26 Maggio 2007 - PADOVA


PERNUMIA.
Un sit-in davanti ai cancelli della «C&C». Lo organizzano questa mattina l’associazione «La Vespa» di Battaglia Terme e il comitato popolare «Lasciateci Respirare» di Monselice, che alle 11 occuperanno il piazzale antistante l’azienda tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Una manifestazione di protesta che vedrà la partecipazione anche di alcuni consiglieri provinciali. «Denunciamo la presenza di una grave fonte di inquinamento verso cui le istituzioni non hanno finora fatto praticamente nulla – si legge in una nota delle associazioni – Nell’area esterna e nei capannoni sono depositati ingenti quantitativi di rifiuti tossici e il piazzale è risultato inquinato da rilevamenti Arpav. Nonostante una visita della commissione ambiente provinciale e il voto unanime del consiglio provinciale per la messa in sicurezza dell’area, non è stato fatto ancora nulla».

 

 

 

 

 

  • IL GAZZETTINO del 26 Maggio 2007 - PADOVA

        PERNUMIA Protestano per la mancata bonifica gli attivisti de "La "Vespa" e di "Lasciateci respirare"
       Inquinamento C&C, oggi il sit-in
        L’ultima promessa ieri alla conferenza dei Servizi: le operazioni inizieranno la prossima settimana


Ormai da troppo tempo si discute del futuro della "C&C" e ora le associazioni e i comitati che hanno lottato per la bonifica dell'area dove operava l'azienda, non accettano più le solite rassicurazioni. Così questa mattina, dalle 11 in poi, si terrà un sit-in di protesta davanti ai cancelli della "C&C" per denunciare la presenza della grave fonte di inquinamento.Al sit-in parteciperanno anche l'associazione "La Vespa" di Battaglia Terme organizzatrice di una mostra-convegno sul tema e il Comitato Popolare "Lasciate respirare" di Monselice, da sempre attivo in ambito ambientale. Insieme a loro saranno presenti consiglieri comunali di minoranza e alcuni consiglieri provinciali. La C&C è sotto sequestro dal 2005. Nell'area sono depositati ingenti quantitativi di rifiuti tossici distribuiti nei capannoni, all'esterno e nel piazzale. Per questo la situazione sta diventando insostenibile.Quasi in risposta alle associazioni ambientaliste, si è tenuta proprio ieri, una conferenza dei Servizi alla quale erano presenti i rappresentanti della provincia di Padova, dei comuni di Pernumia , Battaglia Terme e Due Carrare, dell'Arpav e del Consorzio di Bonifica.«Durante l'incontro è stato deciso di provvedere in tempi strettissimi alla rimozione dei rifiuti spiega Placido Bertin, assessore all'Ambiente di Battaglia - Le operazioni inizieranno già la prossima settimana con le verifiche tecniche, tra le quali sono previste anche delle indagini ambientali e sanitarie sui fossati esterni all'area. L'onere finanziario di questo intervento sarà sostenuto dagli enti interessati visto che la ditta responsabile non ha provveduto a risolvere la questione nonostante l'ordinanza scaduta il 18 maggio scorso. La conferenza dei Servizi ha deciso di coinvolgere anche il ministero dell'Ambiente, oltre alle istituzioni locali, per trovare una soluzione definitiva del problema vista l'enorme importanza della questione».
Emanuele Masiero
 

 

 

  • IL MATTINO  del 22 Maggio 2007 - PADOVA


PERNUMIA.
E’ scaduto venerdì scorso l’ultimatum dato alla ditta «Cedro» per portare all’interno del capannone i rifiuti ancora ammassati all’esterno della «C&C». Il Comune aveva dato due mesi di tempo alla proprietaria del lotto di terra su cui sorge l’azienda, tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Sessanta giorni per internare le tonnellate di rifiuti ancora depositate fuori, in balìa del vento e degli altri agenti atmosferici. Dalla «Cedro» non è arrivata tuttavia alcuna risposta: toccherà ora all’amministrazione comunale rimboccarsi le maniche per avviare il piano di bonifica del sito. «Abbiamo fissato per venerdì 25 una nuova conferenza dei servizi – annuncia l’assessore all’ambiente Lucio Fortin – Ci incontreremo in municipio con i rappresentanti di Provincia, Arpav e Regione per trovare una soluzione. La Provincia si è detta interessata ad intervenire in prima persona per la bonifica del luogo. Si tratta solo di capire come mettere in sicurezza l’area esterna: o trascinando i rifiuti dentro al capannone o portandoli da un’altra parte».


 

 

 

 

  • IL MATTINO del 30 Marzo 2007 - VENEZIA

    Processo alla «C&C» in sette patteggiano

 Il processo alla «C&C» per i rifiuti finiti sulla massicciata dell’Alta Velocità Venezia-Padova, sui marciapiedi di Granze e sul cemento per il cavalcavia Camerini all’Arcella rimane in laguna, ieri il giudice veneziano Daniela Defazio ha respinto le eccezioni di incompetenza territoriale presentate dai difensori. Intanto, sono ben sette gli indagati che hanno chiesto e ottenuto il consenso da parte del pubblico ministero Giorgio Gava per uscire dal processo con un patteggiamento della pena. Il primo a farsi avanti con il rappresentante dell’accusa, un mese fa, era stato Fabrizio Cappelletto, il cinquantenne mestrino trasferito a Montebelluna. Dovrebbe cavarsela con tre anni, questa la pena su cui sarebbe stato raggiunto l’accordo. Ieri, si sono aggiunti il coneglianese Alessandro Musacco, per il quale la pena prevista sarebbe di due mesi, mentre per gli altri, Lino Mestrinaro di Zero Branco, Claudia Dal Ben e Giancarlo Boccato di Salgareda, Patrizio e Denis Chiapparin di Granze, il patteggiamento dovrebbe concludersi con sei mesi di reclusione. Nell’udienza scorsa il giudice aveva ammesso le 18 parti civili, respingendo le eccezioni dei difensori che si erano battuti per non accogliere le loro richieste di costituirsi contro gli indagati per il traffico di rifiuti pericolosi al centro del quale c’era la «C&C». Tra le 18 parti civili le regioni Veneto ed Emilia Romagna, le province di Venezia, Treviso, Padova, Verona e Forlì, i comuni di Padova, Pernumia, Mira, Monselice, Granze, Due Carrare e Battaglia Terme. Il pm Giorgio Gava aveva chiesto il rinvio per 42 indagati e per 3 di loro con l’accusa più grave: Cappelletto, titolare dell’azienda di rifiuti «C&C» con impianti a Malcontenta e Pernumia, il riminese Loris Conti (45 anni) e Luigi Garavini (40, di Forlimpopoli) devono rispondere anche di associazione per delinquere. A gestire l’affare che avrebbe garantito milioni di euro di introiti erano Cappelletto, mentre Garavini era presidente della «Ear srl» e Conti vicepresidente. Era la «C&C» a comprare i rifiuti pericolosi, arrivavano da inceneritori, depuratori, acciaierie. Avrebbero dovuto essere tratatti e invece finivano nei conglomerati edilizi.

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 13 Marzo 2007 - PERNUMIA/BATTAGLIA

    La ditta «Cedro» deve rimuovere i fanghi della C&C
    Due mesi per bonificare l’area

     

PERNUMIA. Due mesi di tempo alla ditta «Cedro» per portare all’interno del capannone i rifiuti che sono ancora ammassati all’esterno (nella foto). Altrimenti sarà il Comune di Pernumia a rimboccarsi le maniche e iniziare il piano di bonifica del sito. Procede a piccoli passi la questione legata alla «C&C», l’azienda tuttora posta sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. La Commissione Tecnica Provinciale Ambiente ha approvato nei giorni scorsi il piano di caratterizzazione dell’area, che domani sarà votato anche dalla giunta comunale di Pernumia. La ditta «Cedro», proprietaria del lotto di terra su cui sorge la «C&C», avrà quindi 60 giorni di tempo per portare all’interno del capannone i rifiuti ancora depositati fuori, pericolosamente in balìa del vento e degli altri agenti atmosferici.  In caso contrario, sarà il Comune ad intervenire e agire in prima persona. «La “Cedro” ha due mesi per trovare una soluzione - spiega il sindaco Giovanni Magarotto - Se a maggio ci ritroveremo al punto di partenza, saremo noi a prendere in mano la situazione e provvedere all’internamento dei rifiuti. Abbiamo già selezionato cinque ditte e vagliato le rispettive proposte. La messa in sicurezza dell’area esterna costituisce il primo obiettivo, poi penseremo alla bonifica degli spazi interni. E’ una questione troppo importante, ne va della salute dei cittadini».  Dopo mesi e mesi di illusioni e vane speranze, la spinosa questione della «C&C» sembra così finalmente arrivata ad una svolta. Il tutto a quasi cinquanta giorni di distanza da venerdì 26 gennaio, data in cui il tribunale ordinario di Venezia ha ospitato l’udienza preliminare del processo contro l’azienda incriminata. Un appuntamento in cui il Comune di Pernumia, costituitosi parte civile e rappresentato dall’avvocato Barbara Bisinella, si è presentato insieme ad altri 25 comuni, 10 province, 4 regioni, Wwf e Legambiente. «Vogliamo andare fino in fondo - ribadisce Magarotto - La salute dei cittadini è una priorità assoluta, un valore da tutelare». (Matteo Lunardi)

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 21 Febbraio 2007 - VENEZIA

    Cappelletto (C&C) a giudizio per traffico di rifiuti pericolosi

 

VENEZIA. Sono 18 e ieri il giudice dell’udienza preliminare di Venezia Daniela Defazio le ha ammesse tutte, respingendo le eccezioni dei difensori che si erano battuti per respingere le loro richieste di costituirsi contro gli indagati per il traffico di rifiuti pericolosi al centro del quale c’era la «C&C». Rifiuti finiti nella massicciata della nuova linea ferroviaria Venezia-Padova, in quella del cavalcavia di Camerini e nei piazzali della zona artigianale di Granze, ma anche in altre zone del veneto e d’Italia. E il principale indiziato, il mestrino Fabrizio Cappelletto, il cinquantenne trasferito a Montebelluna, ha già in tasca un accordo con il pubblico ministero veneziano Giorgio Gava per patteggiare la pena e uscire dal processo velocemente con 3 anni di reclusione. Tra le 18 parti civili le regioni Veneto ed Emilia Romagna, le province di Venezia, Treviso, Padova, Verona e Forlì, i comuni di Padova, Pernumia, Mira, Monselice, Granze, Due Carrare e Battaglia Terme. Ieri, il magistrato veneziano si è limitato ad indicare gli indagati e i capi d’imputazione nei confronti dei quali ognuna delle parti civili può costituirsi. La prossima udienza è stata fissata per il 19 marzo, quel giorno saranno avanzate ufficialmente le richieste di patteggiamento.  Il pm Giorgio Gava aveva chiesto il rinvio per 42 indagati e per 3 di loro con l’accusa più grave: Cappelletto, titolare dell’azienda di rifiuti «C&C» con impianti a Malcontenta e Pernumia, il riminese Loris Conti (45 anni) e Luigi Garavini (40, di Forlimpopoli) devono rispondere anche di associazione per delinquere. A gestire l’affare che avrebbe garantito milioni di euro di introiti erano Cappelletto, mentre Garavini era presidente della «Ear srl» e Conti vicepresidente. Era la «C&C» a comprare i rifiuti pericolosi: tra i suoi fornitori la Ecoveneta spa di Vicenza, di cui è amministratore delegato Bruno Lombardi, e l’Azienda depurazione acque srl di Conegliano, presieduta da Luciano Rossi di Mira. Dalla prima la «C&C» aveva acquistato 700 tonnellate di fanghi, dalla seconda ben 1900, tutte lavorate negli impianti di Malcontenta e Pernumia. Oltre che da imprese (anche acciaierie), il materiale arrivava da depuratori, inceneritori e centri di stoccaggio, decine di migliaia di tonnellate di rifiuti che per la presenza di metalli pesanti e idrocarburi non avrebbero potuto essere lavorati nei due impianti di «C&C» in base alle autorizzazioni rilasciate dalle province di Padova e di Venezia. (Giorgio Cecchetti)

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 30 Dicembre 2006 - PADOVA

       Entro gennaio la bonifica dei rifiuti tossici scoperti sotto il cavalcavia Camerini

 

ARCELLA. Dopo due anni di attesa - scanditi dalle proteste degli ambientalisti dell’Arcella - entro il gennaio prossimo saranno smaltiti i rifiuti tossico-nocivi scoperti sotto il manto della nuova strada che avrebbe dovuto collegare il cavalcavia Camerini a via Guicciardini. Provenienti da inceneritori vari, furono sequestrati dal Corpo Forestale su ordine della Procura di Venezia nell’ambito di un’operazione che portò all’arresto di un gruppo d’imprenditori senza scrupoli.   «Poche settimane fa, per l’ennesima volta, sono giunti sul posto alcuni tecnici dell’Arpav insieme agli agenti della Forestale», racconta Mario Levante, l’indomabile ottuagenario dell’Arcella che guida il comitato Sos Arcella «mi hanno comunicato che i detriti tossici, attualmente coperti da teloni di plastica nera, saranno rimossi dopo le vacanze natalizie. Era ora. Quei rifiuti sono lì, sotto terra, a pochi metri dalla falda freatica del Tronco morto. Per fortuna, sino ad oggi, non s’è verificato nessun tipo d’inquinamento della falda sottostante. Ma perché noi residenti dobbiamo continuare a rischiare? La Procura veneziana ha già dato l’autorizzazione alla bonifica alcuni mesi fa. Perché, allora, quelle scorie pericolose non sono state ancora rimosse?».  Levante approfitta dell’occasione per ricordare all’amministrazione comunale un problema di non poco conto collegato, tra l’altro, proprio ai rifiuti che giacciono nel sottosuolo del cavalcavia Camerini. «Tra poco dovrebbero partire i lavori per realizzare il primo tratto dell’Arco di Giano, la strada di scorrimento sull’asse che va da Camerini a via Guicciardini», dichiara «vorrei ricordare al sindaco Zanonato e all’assessore Boldrin, che questa arteria, in base a quanto abbiamo documentato in un esposto inviato anche alla Procura di Padova, non può essere realizzata senza rinforzare prima anche le vie Machiavelli e Durer, sotto le quali scorre il canale Fossetta. E’ un’esigenza di sicurezza». (f.pad.)

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 19 Luglio 2006 - PADOVA

    Camerini: i rifiuti tossici nel sottosuolo hanno avvelenato tre alberi di mimose

    Sopralluogo urgente dell’Arpav che preleva campioni, c’è il timore di un inquinamento delle falde acquifere

 

Felice Paduano

  ARCELLA. I rifiuti tossici giacciono sul lato ovest del cavalcavia Camerini da due anni. Imprenditori-pirati ne hanno fatto il terrapieno di una strada mai decollata, e ora rischiano d’inquinare le falde acquifere.   La situazione è talmente allarmante che nei giorni scorsi alcuni tecnici dell’Arpav sono giunti sul posto per prelevare nuovi campioni dei rifiuti (appartenenti allo stock non ancora asportato) e attualmente li stanno esaminando nei laboratori chimici di Padova. Quasi ogni settimana, poi, gli agenti del Corpo Forestale di Torreglia si recano sul cavalcavia Camerini per controllare l’evolversi della situazione. Non basta. Ora il proprietario del terreno nel cui sottosuolo si trovano i rifiuti tossici, denuncia un episodio che non può essere sottovalutato: «Prima che una parte dell’area mi fosse espropriata e venissero abbattuti venti alberi di alto fusto, tra i quali alcuni cedri del Libano, le piante godevano ottima salute» spiega Mario Levante, il “vecchio leone” che guida il comitato Sos Arcella «Poche settimane fa, invece, ho notato che le mie tre grandi mimose, alberi alti una decina di metri che producono fiori bellissimi, sono appassite all’improvviso e in breve tempo sono morte, mentre le magnolie e i tigli che crescono al loro fianco sono vivi e vegeti. Ho avvisato subuto sia l’Arpav che il Comune e sono molto preoccupato. Non escludo affatto che le tre mimose siano morti avvelenate dalle esalazioni e dai fluidi tossici dei rifiuti, che in due anni si cementificati all’esterno». Levante denuncia il pericolo di inquinamento delle falde idriche e sollecita gli specialisti l’Arpav a svolgere verifiche ancor più approfondite. Questi ultimi, infine, fanno sapere al settore di competenza del Comune che le analisi sulle sostanze sono in corso e che i risultati saranno trasmessi all’amministrazione comunale nel più breve tempo possibile.

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 17 Maggio 2006 - PERNUMIA/BATTAGLIA

    C&C, domani sopralluogo decisivo degli esperti per avviare la bonifica

    dell’area dai rifiuti tossici

     

PERNUMIA. Novità in vista nella questione legata alla «C&C» di Pernumia. Nella giornata di domani, con ogni probabilità di pomeriggio, sarà effettuato un nuovo sopralluogo all’azienda posta sotto sequestro cui parteciperanno i tecnici comunali e alcuni ispettori del Corpo Forestale dello Stato. Annunciata la presenza anche del professor Maurizio Onofrio, l’esperto del Politecnico di Torino che sta appoggiando il Comune nel progetto di bonifica dell’area. L’incontro servirà a definire gli ultimi dettagli per l’avvio del complesso piano di intervento, che prevede il trasporto all’interno del capannone del materiale ancora ammassato fuori, la pulizia della zona limitrofa e un ulteriore scavo fino a 20-30 centimetri di profondità per impedire la permanenza di scorie nel terreno e scongiurare così il rischio di inquinamento della falda freatica. Ultimata la fase preliminare, si passerà a uno studio più approfondito per la bonifica degli spazi interni. «A giorni comunicheremo il nome della ditta che abbiamo selezionato per l’inizio dei lavori - afferma il sindaco Giovanni Magarotto -. Entro fine mese avremo un incontro con la Provincia per discutere sulle modalità dell’intervento. Si tratta di un progetto molto delicato, cui contribuirà anche la Regione. E’ nostra intenzione studiare una soluzione che ci permetta di portare via quei rifiuti. Ne va della salute dei cittadini».  Il sindaco ha poi confermato la convocazione di due nuovi consigli comunali. Lunedì prossimo alle 19 si parlerà dei lavori parrocchiali mentre la seduta per l’approvazione del bilancio dovrebbe slittare a martedì 30. (m.l.)

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 21 Aprile 2006 - PADOVA

    La denuncia dei residenti: «A un anno dall’inchiesta nulla è cambiato»
    «Le scorie tossiche inquinano ancora»

 

ARCELLA. A distanza di circa un anno dal blitz effettuato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato coordinati dalla Procura di Venezia - che portò in carcere numerose persone, tra le quali un noto imprenditore di Pernumia - i rifiuti tossici posti sotto sequestro sul lato ovest del cavalcavia Camerini sono ancora lì. Nonostante i coordinatori del Comitato Sos-Insieme per il Territorio e Mario Levante, titolare del terreno limitrofo, si siano costituiti parte civile (attraverso lo studio dell’avvocato Marco Crimi) nell’inchiesta giudiziaria non ancora conclusa, i pericolosi rifiuti, provenienti da alcune fonderie e inceneritori, che erano stati sepolti sotto il primo strato di quella che sarebbe dovuta diventare la massicciata del primo tratto del cosiddetto Arco di Giano, non sono stati ancora smaltiti. E la delusione appare evidente.  «Gli agenti della polizia giudiziaria e i tecnici inviati dalla Procura della Repubblica di Venezia, sono venuti sul posto soltanto una volta» lamenta Mario Levante, il vecchio leone dell’Arcella che, a ottantacinque anni, ha guidato almeno una ventina di comitati popolari «Hanno effettuato un sopralluogo circa quattro mesi fa e poi non si sono fatti più vedere. Intanto proprio, davanti alla mia proprietà e anche più avanti, c’è il rischio reale che le scorie tossiche inquinino le falde freatiche sottostanti e anche le acque del canale Fossetta, lo scolo scavato negli anni ’60 che ancora scorre anche sotto via Machiavelli e le strade che portano verso via del Plebiscito. Noi del comitato l’abbiamo ripetuto mille volte: dopo la scoperta dei detriti tossici, in questo lembo estremo dell’Arcella è a rischio la salute stessa di numerosi residenti. Purtroppo nessuno ci ascolta. Neanche la magistratura. Ci scambiano per visionari. Intanto più giorni passano e più diventa alto il rischio che i rifiuti interrati ai margini del Cavalcavia Camerini inquinino le falde freatiche».  Levante è scatenato e si pronuncia anche sui lavori interrotti dall’attuale giunta Zanonato per realizzare l’Arco di Giano: «A questo punto, dopo l’apertura della tangenziale nord, la strada che avrebbe dovuto sbucare su via Machiavelli, è inutile. Sarebbe meglio che gli amministratori di Palazzo Moroni ci mettessero una pietra sopra per sempre con una specifica delibera, che dovrebbe essere approvata dal consiglio comunale». (Felice Paduano)

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 04 Aprile 2006 - PERNUMIA/BATTAGLIA

    Le ditte interessate all’operazione hanno visionato i capannoni
    C&C di Pernumia, "la bonifica è vicina"

     

PERNUMIA. Si è svolto nella tarda mattinata di giovedì scorso l’atteso sopralluogo alla «C&C» voluto dall’amministrazione comunale per consentire alle sei ditte che si sono rese disponibili per la messa in sicurezza dell’area, di prendere coscienza della quantità di materiale contaminato e valutare che tipo di macchinari poter utilizzare per l’intervento.  Presenti alcuni tecnici del Corpo Forestale dello Stato e l’assessore all’Ambiente Lucio Fortin, che si è detto soddisfatto dell’ispezione effettuata al sito venti giorni dopo il blitz della quinta commissione consiliare provinciale. «Le ditte hanno sette giorni di tempo per farci pervenire le offerte e i rispettivi piani di intervento - spiega Fortin -. La settimana successiva comunicheremo la nostra decisione e la ditta prescelta partirà subito con i lavori. Se i tempi saranno rispettati, in quindici giorni tutto il materiale ammassato all’esterno verrà trasportato dentro il capannone».  Oltre all’internamento dei rifiuti, la ditta designata si occuperà anche della pulizia della zona limitrofa e di un ulteriore scavo sino a 20-30 centimetri di profondità per impedire la permanenza di scorie nel terreno e scongiurare il rischio di inquinamento della falda freatica. In un secondo momento si passerà allo studio di un nuovo progetto per la bonifica degli spazi interni.  «Nei giorni scorsi - aggiunge Fortin - è arrivato in Comune il piano di caratterizzazione dell’area realizzato dalla ditta Cedro, proprietaria del terreno su cui sorge l’impianto. A breve daremo la nostra valutazione, grazie all’appoggio del professor Maurizio Onofrio che dal Politecnico di Torino ci manderà una dettagliata relazione. L’obiettivo è sempre lo stesso: tutelare la salute dei cittadini». (Matteo Lunardi)

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 29 Marzo 2006 - PERNUMIA/BATTAGLIA

        Sarà valutato con le ditte il progetto di bonifica dell’area
         Ispezione della Forestale alla «C&C»

 

PERNUMIA. A poco più di venti giorni dall’ispezione effettuata dalla quinta commissione consiliare provinciale, i cancelli della «C&C» torneranno ad aprirsi domani per un sopralluogo di alcuni tecnici del Corpo Forestale dello Stato e dei rappresentanti delle ditte che si sono dette disponibili per la messa in sicurezza dell’area.  Un’iniziativa voluta dal sindaco Giovanni Magarotto e dall’assessore all’ambiente Lucio Fortin per permettere alle ditte di prendere coscienza della quantità di materiale contaminato e del tipo di macchinari da utilizzare per l’intervento.  La prima fase del progetto prevede infatti il trasporto all’interno del capannone delle 150 tonnellate di materiale che ancora si trovano ammassate fuori. In un secondo momento si passerà al piano di bonifica, un progetto da 20 milioni di euro per il quale il consiglio provinciale ha deciso di chiedere il coinvolgimento diretto della Regione.  Un piano lungo e laborioso, che comporterà anche uno scavo fino a 20-30 centimetri di profondità per impedire la permanenza nel terreno di scorie e scongiurare il rischio di inquinamento della falda freatica sottostante.  «Nei giorni successivi al sopralluogo sceglieremo la ditta a cui affidare l’intervento di messa in sicurezza dell’area. - assicura Magarotto - L’appoggio economico della Provincia è un importante passo in avanti. L’emergenza resta, ne va della salute dei cittadini di Pernumia. Ora però abbiamo la certezza di non dover più lottare da soli».  Il sindaco Magarotto ha inoltre confermato che la prossima seduta di consiglio comunale si terrà venerdì prossimo, alle 20.30. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di previsione 2006, nonché la relazione previsionale e programmatica per il triennio 2006-2008. (Matteo Lunardi)

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 31 Gennaio 2006 - PADOVA

      <<I CANTIERI>>

 PADOVA. I cantieri coinvolti nell’inchiesta condotta dalle procure di Venezia e Padova riguardano mezzo Veneto. Il più importante fa riferimento ai lavori dell’Alta Velocità, nella linea Padova-Mestre: il «conglomerato cementizio» è stato utilizzato come materiale lungo 4 chilometri tra Dolo e Mestre. Il corpo forestale dello Stato, ha anche accertato che lo stesso conglomerato è stato utilizzato per iniziare i lavori del cavalcavia Camerini tra l’Arcella e Altichero, opera avviata dall’ex giunta Destro sotto la regia dell’allora assessore Tommaso Riccoboni. Si tratta di un mega-appalto, per il momento bloccato, che rientra nel lotto più vasto della «bretella» Arco Giano che collegherà via Friburgo con il nuovo «ponte verde» sui binari delle Fs in via Avanzo e Grossi. L’indagine ha comportato il sequestro dei cantieri per verificare se nel materiale esistessero tracce di diossina o di altre sostanze altamente tossiche e pericolose per le falde acquifere. Per i magistrati che svolgono l’inchiesta, il «mercante di rifiuti» Fabrizio Cappelletto avrebbe dato vita ad un business da tre milioni di euro l’anno. Quanto basta per garantirsi un futuro tranquillo.

 

 

 

  • IL MATTINO del 31 Gennaio 2006 - PERNUMIA

     «Una bomba ecologica da disinnescare subito»


Matteo Lunardi

 PERNUMIA. Il Comune di Pernumia si è affidato all’esperienza di un tecnico specialista per la gestione della delicata vicenda della «C&C». Ad annunciarlo è il sindaco Giovanni Magarotto, tornato sulla questione pochi giorni dopo la cancellazione della visita ispettiva allo stabilimento organizzata dalla quinta commissione consiliare provinciale. Motivo dell’intervento del sindaco l’arrivo in municipio di uno «studio di caratterizzazione dell’area» realizzato dalla ditta «Cedro», proprietaria del lotto di terra su cui sorge lo stabilimento. Un documento in cui si chiede il parere della giunta sui possibili piani da attuare per risolvere la dibattuta questione.  «Ci siamo attivati per reperire le informazioni tecniche necessarie alla pianificazione di un intervento», dice Magarotto. «Abbiamo così deciso di rivolgerci ad uno specialista, che sta esaminando la documentazione per poi esporci le sue conclusioni». Ancora top secret il nome del tecnico ma stando alle parole del sindaco dovrebbe trattarsi di un consulente del ministero dell’Ambiente. Una novità importante, a poco più di tre mesi dalla decisione del Consiglio di Stato di dare ragione al Comune e respingere il ricorso presentato dalla «Cedro» per la sospensione dell’ordinanza di sgombero e messa in sicurezza del materiale contaminato all’esterno del capannone.  Una sentenza analoga a quella pronunciata lo scorso luglio dal Tar del Veneto e servita a dichiarare la ditta di Fabrizio Cappelletto corresponsabile della grave situazione ambientale in cui i residenti versano da mesi. «Non ci fermeremo di fronte a nulla», aggiunge Magarotto. «La questione è delicata e ne va della salute di molti cittadini. Non si tratta solo della messa in sicurezza dell’area, bisognerebbe anche scavare fino a trenta-quaranta centimetri di profondità per scongiurare il rischio di scorie o inquinamento residuo. Ultimate le procedure sarebbe opportuno sottoporre l’area ad un trattamento speciale per recuperarla definitivamente. E’ un intervento lungo e laborioso ma i diritti dei cittadini devono essere tutelati».  Sullo stato di emergenza interviene anche l’ex sindaco di Pernumia Lucio Conforto, ora consigliere di minoranza. «Il problema non tocca solo noi», precisa, «ma anche i residenti del comune di Battaglia Terme. Purtroppo la situazione è complessa e a peggiorare le cose c’è pure un procedimento giudiziario in corso. In ogni caso non ci si può permettere di perdere altro tempo. Quella della C&C è una bomba ecologica da disinnescare al più presto».

 

 

 

 

 

  • IL MATTINO del 31 Gennaio 2006 - PADOVA

    A Cappelletto, Garavini e Conti contestata l’associazione a delinquere
    Rifiuti tossici nei cantieri, 42 indagati

    Sipario chiuso sull’inchiesta che un anno fa fece arrestare sette imprenditori L’Alta Velocità e il cavalcavia

 


Cristina Genesin

 PADOVA. Sipario chiuso per l’inchiesta avviata dalla procura di Venezia su un traffico di rifiuti pericolosi finiti nei conglomerati cementizi utilizzati per la realizzazione di massicciate stradali o ferroviarie e per la preparazione di aree destinate a cantieri edili. Ben 42 i nominativi finiti nel registro degli indagati, nei cui confronti il pubblico ministero veneziano Giorgio Gava ha concluso le indagini.  Presto le richieste di rinvio a giudizio.  La cupola. A gestire l’affare che avrebbe garantito milioni di euro di introiti erano Fabrizio Cappelletto, 50 anni, nativo di Dolo anche se residente a Montebelluna (Treviso), socio, consulente ambientale e gestore di fatto della C&C con impianti a Malcontenta di Mira e a Pernumia; Luigi Garavini, 40 di Forlimpopoli, presidente del consiglio di amministrazione di Ear srl; e Loris Conti, 45 di Rimini, vicepresidente di Ear srl: ai tre è contestato il reato di associazione a delinquere in quanto avrebbero costituito un’alleanza per comprare, trattare e rivendere il materiale pericoloso smaltito in conglomerati cementizi. Un reato gravissimo che, nel febbraio 2005, spedì in carcere Cappelletto (chiamato a rispondere anche di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, 125 mila euro), mentre Garavini e Conti con altre quattro persone finirono agli arresti domiciliari. Era C&C ad acquistare i rifiuti pericolosi: tra i suoi fornitori Ecoveneta spa di Vicenza, di cui è amministratore delegato Bruno Lombardi, e l’Azienda depurazione acque srl di Conegliano, presieduta da Luciano Rossi. Dalla prima C&C aveva acquistato 700 tonnellate di fanghi, dalla seconda ben 1900, tutti lavorati negli impianti di Malcontenta e Pernumia. Oltre che da acciaierie, il materiale arrivava da depuratori, inceneritori e centri di stoccaggio, decine di migliaia di tonnellate di rifiuti che, per la presenza di metalli pesanti come cadmio, piombo, solventi e poi arsenico, mercurio, cromo e idrocarburi, non avrebbero potuto essere lavorati nei due impianti di C&C in base alle autorizzazioni rilasciate dalle Province di Padova e di Venezia.  E invece quelle sc