VALLI SELVATICHE

GAZZETTINO
di Marted' 13/11/07 Il Tar boccia il ricorso. Valli Selvatiche salve
IL
MATTINO Martedi 13/11/2007 Valli Selvatiche, sì dell'AssoAlbergatori
all' Autorithy Termale
VALLI SELVATICHE A BATTAGLIA
Una strada nel parco
uno sfregio all'ambiente
I1 parco della secentesca Villa Selvatico a Battaglia Terme è protetto dal vincolo paesaggistico nonché dal vincolo monumentale. E' all'interno del Parco dei Colli Euganei e il Piano Ambientale lo classifica come "intorno di emergenza architettonica", sottoponendolo al grado di protezione più rigido previsto da questo strumento. Bene superprotetto, dunque al riparo da ogni offesa?
Neanche per sogno! L'Amministrazione comunale di Battaglia ha previsto di farci passare dentro nientemeno che una nuova strada, uno cioè dei segni più laceranti sotto il profilo ambientale: asfalto, cemento, traffico, rumori... E tutto questo non per una necessità sociale inderogabile, ma per favorire una operazione immobiliare che a sua volta dal punto di vista culturale-ambientale e urbanistico grida vendetta: la lottizzazione di un'area al centro delle Valli Selvatiche, l'area ancora incontaminata che si estende tra la collina di Villa Selvatico a nord e la Villa Emo a Rivella a sud.
Come noto tra chi vuole cementificare quest'area e chi la vuoi difendere è in corso una estenuante guerra da quasi 40 anni. Quando finalmente col Piano Ambientale del '98 e con le scelte dell'Amministrazione comunale di allora sembrava bloccato ogni pericolo di aggressione, ecco arrivare i nuovi amministratori, gli attuali, che hanno riaperto le porte ai lottizzatori, adottando una compiacente variante al Piano Regolatore, variante che la Regione nell'agosto scorso ha approvato. Ma senza che fosse risolto il problema della viabilità di accesso alla zona da lottizzare, problema del resto pressoché insormontabile data la lontananza del centro abitato e le barriere che praticamente la isolano da questo centro.
Non si può dire se furbescamente o ingenuamente la Giunta ha bocciato la proposta di viabilità contenuta nella variante al Prg: cioè una nuova strada da ovest con tanto di nuovo sottopasso ferroviario. Strada di forte impatto ambientale certo, ma soprattutto onerosissima da realizzare. Provveda il Comune - ha deciso la Giunta - a trovare una soluzione migliore. Ma migliore per chi? La soluzione che ha trovato il Comune, appunto passare attraverso il parco dello Jappelli, è migliore sì, ma solo per i lottizzato-ri, molto più economica. Per l'ambiente è uno sfregio indifendibile.
Purtroppo i mali non vengono mai da soli: su questa soluzione ci sarebbe l'assenso di quello che dovrebbe essere il più rigido difensore di un bene culturale di questo rilievo: il Soprintendente ai Monumenti. E' un comportamento che esige un pubblico chiarimento.
C' è da aggiungere almeno un altro aspetto. Che il traffico che si incanalerà lungo la nuova strada, indotto dalla lottizzazione (90.000 metri cubi, tanto per cominciare), passerà tutto per il centro di Battaglia. Per togliere il traffico da questo centro si stanno completando due onerosi sottopassi, che tra l'altro non hanno certo abbellito il paese. Ebbene: la nuova strada glielo riporterà, invadendo anche quartieri che finora erano stati risparmiati. Come chiamarla se non urbanistica miope e schizofrenica?
Gianni Sandon
Comitato Difesa Colli Euganei via e-mail

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L’EMERGENZA VALLI SELVATICHE |
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Storia di una camionabile nel parco Autorizzata lottizzazione di 90.000 metri cubi in area vincolata di Renzo Mazzaro Giancarlo Galan, che ama così tanto le ville venete da definirle "patrimonio del mondo" (dichiarazione dei 18 ottobre 2004), sarà sorpreso nell'apprendere che questa mattina due avvocati padovani, Giorgio Angi e Piero Sanassi, si costituiscono davanti al Tar contro di lui, proprio a causa di una villa e di un giardino che la Regione vorrebbe dare in pasto alla speculazione edilizia. La stessa Regione di cui Galan è presidente da 10 anni. La villa è Villa Selvatico di Battaglia. Il giardino è dello Jappelli. E in questo giardino, progettato nel 1816 (la villa è del seicento), la Regione vorrebbe far passare una strada. Dicesi una strada camionabile, non un percorso vita, perché attraversare il giardino di Villa Selvatico è l'unico modo per arrivare dentro le cosiddette Valli Selvatiche, un'area termale vastissima, conservata com'era 400 anni fa, dove la giunta regionale con delibera n.2273 del 23 luglio 2004 pubblicata sul Bur n.8 del 17 agosto, ha approvato una variante che autorizza la costruzione di edifici per 90.000 metri cubi. Sono quarant'anni che va avanti questo tentativo di lottizzazione. Finora era sempre fallito, per un mix di circostanze: l'opposizione degli ambientalisti, la determinazione delle Soprintendenze,il buon senso degli amministratori (quelli e quelle che ce l'avevano, naturalmente). Adesso si vira: la giunta del presidente più amante delle ville venete, ha autorizzato l'operazione immobiliare. Bush ha invaso l'Iraq, Galan il giardino di Jappelli. Che avesse gusti più sofisticati, eravamo certi. Va da sé che l'autorizzazione regionale poggia sui pareri degli uffici. Uno pensa che si tratti di quintali di carte, dopo tutto il tempo trascorso. Nossignore: un solo foglio, di 9 righe e mezza, datato 23 luglio 1993 e firmato dal soprintendente Guglielmo Monti, autorizza l'invasione. A questo documento tutti gli uffici di riffe o di raffe rinviano. Neanche il buon gusto di aggiornare la motivazione con la data di oggi. Forse Giancarlo Galan si sorprenderà una seconda volta, ma è per questo che domani un altro gruppo di persone consegnerà alla procura della repubblica dì Padova un esposto contro diversi attori della vicenda: il Parco Colli Euganei ma anche la Regione, ente che ha istruito la variante e come tale ha l'obbligo di non farsi scappare eventuali errori di uffici sottoposti. Tutte le informazioni fin qui riportate provengono da un "Coordinamento delle associazioni ambientaliste" che ha deciso dì dare battaglia legale (un nome per tutti, l'ingegner Gianni Sandon). Ma va anche detto che se qualcuno volesse ricostruire la vicenda incrociando tutte le fonti, non troverebbe molte altre versioni. Da quando l'immobiliare romana rilevò l'area nel 1975, gli unici a parlare sono stati gli ambientalisti. Più che monopolio loro dell'informazione, è la nota ritrosia dei costruttori a finire sui giornali. La storia di questa lottizzazione coincide con quella del Comune. Sulle Valli Selvatiche si sono rotte e ricostruite le alleanze politiche locali per 40 anni. L'unica parola chiara è venuta dalla soprintendente Gabrielli Pross nel 1983: "Si respinge il progetto perché l'apertura della prevista strada verrebbe a inserirsi nell'area vincolata, contrastando con le disposizioni di legge". Dieci anni dopo, il successore Guglielmo Monti cambiava idea: "Parere positivo di massima a condizione che la strada abbia carattere di semplice collega mento". Nata per costruire un albergo termale, la lottizzazione si trasforma allora in residenziale e il progettista prende il coraggio a due mani: prevede una bretella con sottopasso ferroviario per scansare il giardino di Jappelli. Ma la Regione boccia: la viabilità è in contrasto con il piano ambientale del Parco Colli Euganei. Cosa deve fare il povero progettista (peraltro lo chiamano l'Attila dei Colli Berici, in trasferta evidentemente)? Attraversare di nuovo il giardino di Jappelli. La Regione da una shakerata ai pareri e approva, "E' la soluzione più comoda non per l'ambiente ma per i lottizzatori": di chi sono queste parole? Non indovinerete mai: sono di Leonardo Padrin, Iles Braghetto, Franco Frigo e tutti gli altri consiglieri regionali padovani, che Gianni Sandon un giorno portò sul posto a vedere con i loro occhi. Magari Giancarlo Galan potrebbe fare lo stesso. (da Il Mattino)
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Di fronte alle scelte operate dall’attuale amministrazione comunale relativamente alla lottizzazione delle Valli Selvatiche riteniamo sia necessario il massimo impegno per scongiurare la cementificazione di quest’area, cementificazione che è dettata unicamente da interessi speculativi. Abbiamo cominciato le nostre iniziative per contrastare la giunta Bevilacqua con un manifesto per comunicare ai cittadini, in modo chiaro e diretto, le decisioni del loro sindaco…
Questo è invece il manifesto di risposta (non firmato) apparso sabato 20/03 in paese
Insomma, noi della Vespa saremmo stupidi e cattivi… però forse poi così cattivi non lo siamo, visto che noi, a differenza di quanto fanno loro, non strappiamo i manifesti degli altri.. quanto al fatto che lavoriamo di notte: noi abbiamo firmato quello che abbiamo messo in giro e basta visitare il sito per sapere nomi e cognomi… Comunque ecco il volantino distribuito questa settimana con i nostri No:
NO
ALL’URBANIZZAZIONE DELLE VALLI
SELVATICHE!
-
No! Perché non è altro che una
speculazione edilizia.
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No! Perché secondo il sindaco il
progetto porterà sviluppo, lavoro e maggiori introiti fiscali per il
comune; con le stesse motivazioni hanno costruito la zona artigianale:
giudicate voi il risultato…
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No! Perché verrà distrutta un’altra
area verde del paese.
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No! Perché non di solo Ici vive
l’uomo.
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No! Perché non sanno proporre altro. - No! Perché non si può svendere storia e dignità di un paese.
Foto aerea di villa Selvatico: è segnata in bianco la zona in cui dovrebbe passare la strada di accesso alla lottizzazione.
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LA GUERRA DELLE VALLI SELVATICHE "Giorni or sono si è portata a Battaglia T., proveniente da Roma, una commissione di tecnici, inviata dalla Società Immobiliare della Capitale, per esaminare la situazione della vastissima superficie tempo addietro acquistata e studiare la possibilità, sul posto, di formulare un programma di sfruttamento termale della superficie stessa …". Con questa calata da Roma, descritta dal Resto del Carlino, inizia la "guerra" delle Valli Selvatiche. E’ il 30 agosto 1966. Un anno prima il conte Emo Capodilista aveva venduto villa Selvatico e terreni circostanti, di cui la nobile famiglia era proprietaria dall’inizio del 900. Ad acquistare era stata la potente immobiliare romana, legata a personaggi del calibro del principe Borghese e di Sindona. Ed è proprio la crisi dell’impero di quest’ultimo, cominciata nei primi anni 70, che fa svanire il primo progetto di lottizzazione. Da allora, tra un passaggio di proprietà e l’altro, è uno slalom continuo per aggirare norme e leggi, spesso anzi per condizionarle. Ma ogni volta, almeno fino ad oggi, le contestazioni e in qualche caso … la fortuna, sono riuscite a bloccare tutto. Ne viene fuori una storia urbanistica, ma anche politica e di costume, che potrebbe rappresentare lo spaccato di un’epoca. La raccontiamo, questa storia, dedicandola in particolare a chi, oggi, deve decidere se non sia ancora giunto il momento di farla finire privilegiando l’ambiente e non gli affari. Riprendiamo col dopo Sindona: nuova immobiliare, nuovo progetto. Il 29.4.1975 il Consiglio comunale di Battaglia (DC + PSDI + PRI) lo approva. Sono 8 albergoni da 350.000 mc! Il mese prima il Consiglio regionale aveva approvato la famosa legge 31, di salvaguardia del bacino termale: in attesa del Piano Termale imponeva il blocco di nuove espansioni, ma la legge sarebbe entrata in vigore solo dopo qualche settimana e il consiglio comunale di Battaglia la anticipa furbescamente! Le polemiche sono feroci. Il 15 giugno si vota per le amministrative: la campagna elettorale è incentrata proprio sulla operazione Valli Selvatiche. La DC perde le elezioni. Vincono le sinistre (PCI e PSI sono ancora alleati). La lottizzazione viene bloccata. La battaglia sembra già vinta. Nel luglio ‘76 parte l’iter per la revisione del PRG; nell’aprile ‘77 parte anche l’iter per estendere a tutta l’area il vincolo paesaggistico (si concluderà, lo anticipiamo, tra ostruzionismi e boicottaggi, solo nell’ottobre ‘86). Tutto sembra in sostanza dipendere dal nuovo Piano Termale previsto dalla legge 31 e al quale la Regione sta lavorando. Quando finalmente il 9 aprile 1980, con quasi 5 anni di ritardo, viene presentato in Consiglio regionale, il Piano non prevede per Battaglia nessuna nuova espansione. Tra gli amministratori invece che la soddisfazione si diffonde il panico. Il 17 aprile il Consiglio comunale approva una lottizzazione di 180.000 mc (due alberghi, un residence, un centro cure, un centro congressi); il 18 adotta una nuova variante al PRG, variante che è in contrasto col Piano termale. La minoranza DC esulta: rinfaccia alla maggioranza di sinistra lo stesso comportamento che essa aveva tenuto 5 anni prima! Noi le critichiamo aspramente tutte e due: al di là delle polemiche di facciata vogliono in fondo la stessa cosa!! E infatti sotto l’incalzare di furiose pressioni nel giro di pochi giorni la Regione cambia il Piano Termale. Lo approva alla mezzanotte del 23 aprile, come ultimo provvedimento della legislatura (l’8 giugno si vota): a Battaglia vengono concessi 480 posti letto. Ora la lottizzazione può andare avanti! Nel maggio ‘81 si adegua il PRG al Piano Termale; il 10.11.81 viene approvato il piano di lottizzazione: confermati i 180.000 mc. L’1.8.83 viene rilasciata la concessione. Valli Selvatiche addio? No! Colpo di scena: la Soprintendenza blocca i lavori, già iniziati, per costruire la strada di accesso ai terreni da lottizzare, strada che deve attraversare il parco di villa Selvatico (il parco di Jappelli!). Eterna gratitudine alla soprintendente del tempo, Gabrielli Pross: facile immaginare a quali pressioni abbia resistito! Nell’84 parte anche l’iter per estendere il vincolo monumentale all’area a sud della villa: non arriverà però mai in porto! Tra l’imbarazzo e lo sconcerto generali la situazione si inchioda: impossibile procedere. Nell’85 le sinistre perdono le elezioni; torna la DC, stavolta alleata col PSI. Situazione confermata nel 90. Nell’89 intanto viene istituito il Parco regionale dei Colli Euganei: ma il perimetro lascia completamente fuori tutta l’area della lottizzazione, attorno alla collina di villa Selvatico! Nel marzo ‘92 vengono rinnovati i termini, ormai scaduti, per le opere di urbanizzazione della lottizzazione, che è sempre ferma. Nel luglio ‘93 shockante sorpresa: la Soprintendenza dice si alla strada attraverso il parco di villa Selvatico! Nuovo soprintendente è l’arch. Guglielmo Monti. Ma la ditta non esulta; sostiene apertamente che non ha più alcun interesse a costruire alberghi: il settore termale è in crisi! E poi, aggiunge senza pudore, quegli alberghi erano brutti, antiestetici. Meglio costruire basse casette: un bel villaggio residenziale. Quando si dice l’anima ambientalista! Detto fatto: il 10.6.94 il Consiglio comunale adotta una variante al PRG che prevede nell’area delle Valli Selvatiche edilizia residenziale. Pochi giorni prima viene disinnescato un altro pericolo (per i lottizzatori s’intende): i redattori del Piano ambientale avevano portato il perimetro del Parco a ridosso del colle di villa Selvatico. Scandalo! L’amministrazione di Battaglia si impunta: lo approverà solo se tutta l’area in questione verrà resa edificabile. Il consiglio del Parco cede! Il nuovo PRG può andare in Regione. Ma lassù qualcuno continua a vigilare sulle Valli! Il 23 aprile ‘95 ci sono le elezioni: la DC le perde e torna la sinistra, senza naturalmente il PSI e con un’anima sinceramente ambientalista. Già l’8 giugno successivo la Variante che prevede la lottizzazione viene revocata e pochi mesi dopo, il 28 dicembre, si avvia l’iter per una nuova variante che sarà adottata il 15 aprile ‘99 con la destinazione della nostra area a zona di riserva termale. La nuova amministrazione chiede anche che tutto il territorio di Battaglia sia incluso all’interno del perimetro del Parco: cosa che avviene con l’approvazione del Piano Ambientale nell’ottobre ‘98. Per la prima volta il colle di villa Selvatico viene incluso nell’area Parco. Fine della vicenda? Neanche per sogno! Il 13 giugno ‘99 si torna a votare: e vince il centro destra. Che subito revoca la Variante avviata dal centro sinistra e parte con una nuova variante, che viene adottata il 21 giugno 2001. L’area delle Valli torna edificabile: circa 90.000 mc da destinare per il 40% a centro termale e per il restante 60% a strutture ricettive di supporto. Fine, per il momento, della storia. Ora la Variante è in Regione: la Commissione Tecnica Regionale ha appena espresso il suo parere, nella sostanza positivo, trasferendo però al Parco, a quanto è dato sapere, la scelta definitiva. Non possiamo che confidare sul dovere istituzionale di questo Ente di difendere una delle sue aree più prestigiose. In quanto alla Regione, ora deve esprimersi anche la Seconda commissione, quella dei politici. Speriamo sulla loro sensibilità e coerenza: quando nel maggio dell’anno scorso abbiamo fatto vedere l’area a una delegazione di consiglieri regionali padovani, ne sono rimasti così scandalizzati da presentare in sette (di tutti i gruppi politici!) una interrogazione al presidente della Giunta chiedendo di bloccare l’iniziativa. Un’ultima doverosa osservazione: al confine con l’area delle Valli Selvatiche, sulla quale sembra così importante costruire una nuova struttura termale, giace, chiuso e inutilizzato da anni, il più grande centro termale euganeo: lo stabilimento dell’INPS, con 400 posti letto! Ogni commento ci pare superfluo!
Con Delibera n. 2592 dell’8 Agosto ’03 la Giunta Regionale, facendo proprio il parere positivo della Commissione Tecnica, ha approvato la Variante al P R G di Battaglia T. Per quanto riguarda l’area delle Valli Selvatiche ha preso una decisione contradditoria e pilatesca. Ha infatti approvato la nuova area residenzial-termale a sud di villa Selvatico (purchè venga opportunamente mascherata!) ma ha bocciato per motivi ambientali la previsione della strada di accesso all’area (la strada che prevedeva il sottopasso della ferrovia). Invece però di prendere atto dell’impossibilità di trovare una soluzione razionale a tale problema dell’accesso (a riprova dell’assurdità di questa operazione di urbanizzazione), lo ha lasciato aperto invitando il comune di Battaglia a trovare una soluzione alternativa "nel rispetto del Piano Ambientale" e concordando la soluzione con la Soprintendenza e col Parco. Il Consiglio comunale di Battaglia il 20.11.’03 ha individuato l’alternativa: una strada nuova, molto più comoda per il lottizzatore, che passa all’interno del parco di villa Selvatico, il parco dello Jappelli, con il vincolo monumentale previsto dalla legge 1089 e considerato dal Piano Ambientale del Parco dei Colli Euganei come "intorno di emergenza architettonica", alla quale classificazione corrisponde un vincolo rigidissimo. Ciò nonostante Parco e Soprintendente hanno espresso rispettivamente il 13 e il 26 gennaio scorsi parere positivo all’intervento: il Soprintendente con una sbrigativa lettera di poche righe, il Parco con una involuta, contorta interpretazione della chiarissima norma del Piano Ambientale. E pensare che Soprintendenza e Parco sono le due istituzioni più avanzate sul fronte della difesa del nostro maltrattato patrimonio culturale!
LE PROTESTE. Le decisioni di Regione e Amministrazione comunale, così come quelle di Soprintendenza e Parco non sono state certo prese in un clima di consenso generale e neanche di disattenzione. Al contrario tutti i vari passaggi burocratici della Variante sono stati accompagnati da osservazioni, appelli, proteste, manifestazioni da parte di un ampio fronte di oppositori: come il Coordinamento compatto di tutte le associazioni ambientaliste, la prestigiosa Fondazione Benetton, il Gruppo del Giardino Storico dell’Università di Padova …. La stampa, non solo quella locale, ha ospitato numerosissimi interventi di denuncia. Per ben due volte (l’ultima lo scorso 10 ottobre 2003) sette Consiglieri regionali di tutti i partiti (Padrin – Forza Italia, Conte – Lega, Braghetto – U D C, Zanonato e Gallo – D S, Miotto e Frigo – Margherita) hanno presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di salvaguardare questo ambiente eccezionale. In questi giorni si sono aggiunte anche due interrogazioni parlamentari: una degli onorevoli Ruzzante, Colasio e Franca Bimbi, l’altra dell’on. Luana Zanella, ai Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Nessuno, per contro, ha mai avuto il coraggio, di fronte alle critiche, di difendere pubblicamente l’intervento. Tutti i favorevoli hanno lavorato al riparo dei riflettori dell’opinione pubblica.
DUE ULTIME CONSIDERAZIONI. 1 – Tra la collina di villa Selvatico e il canale si trova il grande complesso termale ex INPS, costruito negli anni 30, con il suo parco di 7 ettari. Il complesso, capace di oltre 400 posti letto, è da anni in uno stato di incredibile, vergognoso, totale abbandono. Rappresenta secondo noi una contraddizione ingiustificabile che si progettino, a confine con questa realtà, nuovi sviluppi termali, oltretutto impostati su una logica che privilegia l’aspetto residenzial-commerciale, dando all’operazione i contorni di una pura speculazione sulle aree. 2 – La posizione contradditoria, o forse meglio infida, del Parco, che calpesta le norme del suo Piano Ambientale, che abbandona alla speculazione una delle sue aree più preziose dal punto di vista storico-paesaggistico, ma anche da quello di una già avviata, promettente valorizzazione turistico-culturale, è accentuata dal fatto che da un anno il Parco stesso, con uno stanziamento di circa 100 milioni, ha costituito un gruppo di lavoro per la redazione di un "Progetto ville" il quale dovrebbe costituire lo specifico strumento proprio per promuovere "le azioni e gli interventi per la conservazione e la valorizzazione del sistema delle "ville venete" individuate, assieme ai relativi parchi, dal Piano Ambientale"!! Oltretutto il coordinamento del gruppo è stato affidato all’ing. Paolo Faccio che risulta aver collaborato con l’immobiliare per dei "consigli" di mitigazione ambientale. E del gruppo di lavoro fa parte anche il Soprintendente Monti!
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